Facciata merlata del Palazzo di Giustizia di Chiavari illuminata di sera, con bifore e un lampione in ghisa
Palazzo di Giustizia di Chiavari — foto: ElisabettaCastellano · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Passeggiando sotto i portici di Chiavari si ha la sensazione di attraversare una città ordinata, costruita con un disegno preciso. Non è un'impressione casuale: la forma del centro storico è il risultato di una pianificazione medievale voluta dalla Repubblica di Genova, stratificata poi nei secoli da mercanti, artigiani, nobili e cittadini illuminati. Ecco, in breve, le tappe principali di una storia lunga quasi tre millenni.

Le origini: una necropoli di tremila anni fa

Il capitolo più antico è venuto alla luce solo nel 1959, quando in viale Enrico Millo furono scoperti i resti di un insediamento e di una necropoli preromana, datata fra l'VIII e il VII secolo a.C. Le tombe, racchiuse in lastre di ardesia, custodivano monili e oggetti in ferro, oro e bronzo. Oggi molti di questi reperti sono conservati nel Museo Archeologico allestito a Palazzo Rocca, una visita che consigliamo a chi vuole capire quanto sia antica la presenza umana in questo tratto di costa.

In epoca imperiale l'area era un centro costiero di rilievo, ricordato nelle fonti con il nome di Tigullia, lo stesso che ancora oggi identifica il golfo. Dopo la caduta dell'impero seguirono secoli turbolenti, con il passaggio a Bizantini e Longobardi. Nel 980 un documento cita il luogo con il nome di Clavaro, antenato del toponimo attuale.

Il borgo fortificato dei genovesi

La vera nascita della Chiavari che conosciamo si deve a Genova. Nel XII secolo i consoli genovesi riorganizzarono l'abitato secondo un impianto regolare, con interventi che si collocano fra il 1147 e il 1178, e lo protessero con mura erette nel 1167. Su un colle alle spalle del borgo fu costruito un castello, che nel 1172 resistette all'assedio dei Malaspina. Chiavari divenne così un avamposto strategico della Repubblica sulla Riviera di Levante.

Nel 1243 si costituì formalmente in libero comune sotto l'egida genovese. Nel Trecento fu contesa dai potenti conti Fieschi di Lavagna, che per un periodo la sottrassero al controllo di Genova; riconquistata nel 1332, fu scelta come sede del capitaneato che amministrava gran parte del Tigullio e della Val Fontanabuona. Dal 1368 le botteghe artigiane si trasferirono lungo il caruggio dritto, le odierne via Martiri della Liberazione e via Vittorio Veneto, disegnando la struttura a strade parallele e portici che ancora oggi guida le vostre passeggiate.

Da sapere: il Palazzo di Giustizia in piazza Mazzini, costruito nel 1886 in forme neogotiche su progetto di Giuseppe Partini, sorge dove si trovava l'antica Cittadella genovese. Accanto resta visibile la torre merlata cinquecentesca.

Palazzi, peste e rinascita

Fra il tardo Cinquecento e il Seicento sorsero i palazzi signorili che ancora caratterizzano via Ravaschieri e via Rivarola, simili agli edifici nobiliari di Genova. Fra i più antichi c'è il Palazzo dei Portici Neri, con la sua loggia ad archi ogivali su un basamento di ardesia, che risale al XIII secolo. Nel 1629-1630 fu costruito Palazzo Rocca, progettato da Bartolomeo Bianco. A metà del Seicento Chiavari ottenne dalla Repubblica il titolo di città, ma pochi anni dopo, fra il 1656 e il 1657, una violenta epidemia di peste la mise in ginocchio. La ripresa arrivò nel Settecento, quando furono abbattute le mura verso ponente e la città si allargò conservando il binomio di strada e portico.

La Società Economica e l'età napoleonica

Nel 1791 un gruppo di nobili, borghesi e religiosi fondò la Società Economica di Chiavari, guidata da Stefano Rivarola, con l'obiettivo di promuovere economia, arti e cultura del territorio. Fu un'iniziativa di stampo illuminista che organizzò esposizioni di manufatti, premiò gli artigiani migliori e creò una biblioteca oggi ricchissima. Proprio da questo clima nacque, nel 1807, la celebre sedia di Chiavari.

Negli stessi anni la storia bussò alla porta con Napoleone: dopo la fine della Repubblica di Genova, Chiavari divenne capoluogo del Dipartimento degli Appennini, che esistette fino al 1814. Con il Congresso di Vienna la Liguria passò al Regno di Sardegna e nel 1819 Chiavari fu eletta capoluogo di una propria provincia; nel 1859 divenne capoluogo di circondario, soppresso nel 1926. Nel 1892 papa Leone XIII vi istituì la diocesi.

Una città aperta al mondo

Fra Ottocento e Novecento molti chiavaresi emigrarono verso l'America Latina, e quel legame è rimasto scritto nella toponomastica: vie e corsi della città portano i nomi di Lima, Valparaíso, Buenos Aires e Montevideo. Anche Casa Relax nel Centro di Chiavari si trova proprio in Corso Lima, a circa 300 metri in linea d'aria dai portici del caruggio dritto: il punto di partenza ideale per leggere dal vivo le pagine di questa lunga storia.

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